ROVIGOSCACCHI CAMPIONE!
dopo la promozione il prossimo
campionato
rivedrà Rovigoscacchi in serie C.
Per festeggiare la vittoria del campionato ci siamo permessi di produrre un poemetto che rimanga nella storia come il risultato ottenuto e che sottolinei le prestazioni di alcuni dei nostri giocatori punto di forza. Rimane sott'inteso che tutta la squadra è stata fondamentale, ed anche ai non nominati vanno tutti i complimenti del circolo per la presatzione fornita ed i risultati ottenuti
LA VITTORIA E L’ONORE
S’odono gli augelli fare festa
e torme celestiali unite in coro
e la ragion di giubilo è codesta:
Rovigo vola in alto e cinge l’oro!
Feroci e bene armati gli avversari
ed i favori a quelli dell’alato
che i nostri, lesti, muti e temerari
a fare da comparsa han relegato!
Onor volgiamo a tutti della schiera
giocassero da leader oppure male
che al suon della chiamata alla scacchiera
del lor giocar potenza non ci cale.
Che quanto solo preme al nostro petto
l’ardir pugnace e impavida fierezza
l’audacia del pensare in modo retto
e demolir l’avverso in mille pezza!
IL CAPITANO
Solido al comando della lista
c’è Zani che di rango è giocatore
prode capitano e fulgido analista
sbugiarda con l’ingegno l’altrui errore
Peccato che il suo motto proverbiale
“ma come non t’accorgi che’è finita!”
conduca sempre al fine sequenziale
di analisi al confine della vita!
E classico s’accade senza sosta
che fin non vede e presto insoddisfatto
l’invero nel final rimette in posta
chiudendo in studio puntualmente patto!
MATTIA
Or quindi viene un candido airone
cotal che prende nome da fornace
immobile nel corso dell’agone
smazzuola brutti colpi e non sottace
che non sta li seduto in bella posa
a fare ciò che deve ad ogni turno
soltanto per comparsa doverosa
oppure per spostare dell’alburno!
Ma per fugar la minima speranza
del misero di fronte a lui di scranno
che vuol vedere uscire dalla stanza
battuto e ripiegato come un panno!
IL GENIO
Ma il bello della banda si concreta
in fervido color d’immaginario
visione di un onirico poeta
appunto di un fantastico diario.
e come si tramanda di leggenda
ma quasi che a volerlo fosse il caso
sfregammo per averne di prebenda
un piccolo orinale, o forse un vaso.
“Boom Boom” fu sordo e forte il suono
e apparve mezzo a nuvole e svolazzi
la sagoma ghignante di quell’uomo
“Avanti…son Boraso e sono cazzi!!”
La fiaba vuole un esito speciale
condito dall’esotico sentire
ma a noi calati in mezzo a nebbia e sale
un poco c’è venuto da ridire
capendo sin da subito l’affare
che del copione c’era dentro tutto
con triade di brama da sfatare
ma solo del geniaccio a pieno frutto!
Così la prima parte da svogliare
fu metterlo nel pieno della lotta
e in casa tra gli scacchi a ravanare
vincendo si gustò la prima botta!
Alzato ch’ebbe il tiro per la posta
pretese di sfiorare la follia
“voglio provare ad ogni costa,
giocarmi F4 e cosi sia!”
Ma vuol che sia del diavol far tegame
la forgia delle chiuse so io dov’è
perché seppur con simil maialame
se n’è portato un punto via con se!
Ed anche con la tragica apertura
in sfregio al balsone dell’avverso
ha messo il poveretto in tritatura
giacendolo tragicamente perso.
Ma il massimo d’ardire l’ebbe allora
che per dar tappo all’ultima sua faglia
altero disse: “per me ne voglio ancora…
…vinciamo sto girone di marmaglia!”
Ma satana o stregone ch’esso sia
ha preso pieno centro in tutto l’asse
portandosi appresso per la via
l’intera triade chiesta a mani basse!
I GIOCATORI D’ESPERIENZA
Infin della matura genesi son schiera
ma non per anagrafica venuta
ma in quanto una scacchistica maniera
per loro viene dall’epoca remota.
Bellucco, Gazzabin e il buon Nagliati
valenti in pieno scontro e sempre attesi
al lor pugnare quando richiamati
han dato contributo in punti presi!
L’ARBITRO
E come di consueto ed ormai noto
volgiamo all’estremo il nostro occhio
a chi tutto sottende e mette moto
persin il benché minimo pidocchio
E’ l’arbitro quell’essere supremo
colui che prende riga notarile
il Callegher mai prono e mai estremo
prontissimo al lavacro nel bacile
perché n’aspetta nulla d’imminente
notizie che sian gravi o che sian belle
gl’importa d’un aspetto solamente
ossia che non si gravi alla sua pelle
e prima di dar forza alla tenzone
comunica al girone dei forzati
di porre presto vivida attenzione
e dare solo in rete i risultati
Ma allor se manco a questo nulla serve
che cosa ne facciam del moderante
cambiamolo con quel che più ci ferve
un cane, un bue, un asino parlante.
E.B.